SALONE AUTO DI GINEVRA 2024. IL RITORNO.

Ancora tuNon mi sorprende lo sai.Si è conclusa domenica 3 marzo, dopo un’assenza dalle scene di ben quattro anni, l’edizione 2024 del Salone dell’Auto di Ginevra.Non un’edizione qualunque. La kermesse elvetica ha infatti festeggiato il suo centesimo anniversario come Salone Internazionale, in un format interamente rinnovato: Auto.Future.Now.Un’esperienza immersiva ed emozionale resa possibile grazie alla collaborazione dei brand che da subito hanno condiviso l’obiettivo di reinventare l’esperienza del motor show.Questo ha portato allo sviluppo di quattro aree tematiche: l’Adrenaline zone, area dedicata ai veicoli ad altissime prestazioni, alle edizioni limitate, agli esemplari unici tailor-made e al mondo del motorsport; il Design District dove si sono tenute le classroom Learn to Sketch with Frank, tenute dal designer Frank Stephenson; il Mobility Lab, dedicato alla micromobilità; la Next World Experience, un’area realizzata in collaborazione con i creatori della serie Gran Turismo.
29 gli espositori totali di cui però soltanto sei costruttori auto: BYD, Dacia, Isuzu, Lucid, MG Motor e Renault. 15 le novità presentate con l’assegnazione del Car of The Year alla Renault Scenic E-Tech Electric che ha ottenuto 329 voti contro i 308 della seconda classificata, la Bmw Serie 5.
E le italiane? Le italiane ci sono, però sono riservate a pochi: la Giulia ErreErre Fuoriserie, erede di un'Alfa Romeo che non c'è più, la Giulia del 1962.Per la carrozzeria è stata utilizzata la fibra di carbonio e il motore è il 2.9 V6 biturbo della Quadrifoglio, con un po’ più di potenza (562 CV e 680 Nm).
La Giulia GT di Totem Automobili è un altro rework tutto italiano di un'Alfa Romeo d'epoca, pesa 200 kg meno della GT normale e il motore è lo stesso V6 di 2,8 litri della versione "normale", ma con qualche modifica. Realizzato dalla Italtecnica Engineering, è stato chiamato Gloria ITV62 ed eroga la potenza di 810 CV portando la Giulia GT fino alla velocità di 300 km/h. Ne verranno assemblati solo 5 esemplari venduti a 1,1 milioni di euro l'uno.
La Kimera EVO38, con trazione integrale, sarà realizzata in 38 esemplari. Lo schema della ciclistica posteriore mantiene l’ammortizzatore centrale con la doppia molla laterale, tipico delle gruppo B degli anni '80, mentre all’anteriore c'è un moderno schema con ammortizzatori push road.
Molte (moltissime) le assenze dei gruppi internazionali come Stellantis, Volkswagen, BMW, Mercedes, Hyundai, Kia e i costruttori giapponesi.Altra novità, già inaugurata però nell’edizione 2023 di Doha, è stata l’allestimento della Classics Gallery, una mostra con 35 vetture iconiche, tra cui la Porsche 901 Quick Blue e la Ferrari 500 Superfast, che hanno fatto la storia dell’auto.
Una prova generale di ripartenza, un salone rinnovato nelle forme e nei contenuti che però non dimentica un passato importante.Il primo Salone dell’Auto in Svizzera infatti aprì le sue porte dal 29 aprile al 7 maggio 1905 nella Casa Elettorale (al posto dell’attuale palazzo d’Uni Dufour) a Ginevra. Organizzatori furono Paul Buchet, rappresentante generale di Michelin per la Svizzera, l’uomo d’affari ginevrino Albert Vassali e il giovane ingegnere Jules Mégevet, proprietario di un’Azienda di accessori per auto e Presidente della Camera Sindacale Svizzera dell’Auto.Già dalla prima edizione, il successo fu grande: il Salone e i suoi 37 stand accolsero oltre 17.000 visitatori con 59 espositori.Forte di questa buona riuscita, Ginevra ripetè l’operazione dal 28 aprile al 6 maggio 1906. L’anno seguente,nel 1907, fu scelta come sede dell’evento la città di Zurigo.Fu necessario poi attendere sino al 1923 per assistere al quarto Salone svizzero dell’Automobile.Dal 1934, il Salone di Ginevra acquistò fama mondiale. Chiusa durante la guerra, fu la prima manifestazione del genere a riaprire le porte nel 1947.Dal 1970 il Salone venne suddiviso in due parti, durante gli anni pari: la prima riservata ai veicoli industriali, la seconda alle autovetture.Il 18 dicembre 1981, venne inaugurato il “Nouveau Palais des Expositions et des Congrès de Genève” (PALEXPO), situato vicino all’aeroporto e all’attuale stazione ferroviaria FFS. Nel gennaio del 1982, Palexpo accolse la sua prima manifestazione: il Salone internazionale del veicolo industriale, seguito in marzo dal Salone internazionale dell’automobile. L’attrattiva della nuova infrastruttura, considerata una delle più moderne d’Europa, consentì di registrare il primato assoluto di visitatori.Il record assoluto di 747.700 ingressi fu raggiunto nel 2005, anno della sua 75esima edizione. La crisi economica del 2008 non risparmiò ovviamente l’Industria automobilistica.Nonostante questo la posizione privilegiata del Salone Auto di Ginevra resiste negli anni (unico stop forzato causa Covid) grazie a due fattori: prima di tutto, la fama internazionale raggiunta dalla città e last but not least, la situazione privilegiata della Svizzera, praticamente l’unica nazione in cui la concorrenza nel mercato dell’automobile può realizzarsi liberamente e senza contingentamenti. Per queste ragioni Ginevra riveste un carattere ancora più internazionale di quello dei quattro Saloni dei Paesi costruttori (Detroit, Francoforte, Parigi, Tokyo).E dato che a noi i ritorni piacciono, questa nuova pelle ci ha convinto e speriamo di tornare a vederla presto senza dover aspettare altri quattro anni.
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