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Waymo: l’auto che guida da sola — siamo pronti?

Quando ero ad Austin lo scorso giugno, io e mia sorella siamo salite su una Waymo — nessun conducente, solo un assaggio di futuro. Lo ammetto: ero un po’ in tensione e non sapevo se avrei dovuto esserne colpita o preoccuparmi. Mi ha fatto pensare a dove stia andando l’industria automotive e a cosa guadagniamo (o perdiamo) quando non c’è nessuno dietro al volante.Waymo è il primo servizio di ride-hailing autonomo al mondo e oggi opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a San Francisco, Los Angeles, Austin, Atlanta e Phoenix. La sua missione? Diventare “il conducente più affidabile al mondo” — rendere gli spostamenti più sicuri, più accessibili e sostenibili, costruendo al tempo stesso un ecosistema di trasporto migliore per le persone e per il pianeta. A poco a poco, ci sta accompagnando verso una nuova era della mobilità.
L’inizio e la strada davanti:Waymo è nata nel 2009 come Google Self-Driving Car Project, muovendo i primi passi verso un mondo in cui le auto guidano da sole — e lo fanno meglio. La missione era urgente: ogni anno, 1,19 milioni di persone muoiono in incidenti stradali nel mondo, tra cui 42.514 solo negli Stati Uniti nel 2022, con altri 50 milioni di feriti e 836 miliardi di dollari in danni. Dai primi giorni a bordo di Toyota Prius autonome, fino alla prima corsa completamente senza conducente nel 2015, oggi Waymo ha registrato oltre 100 milioni di miglia percorse. Con decine di migliaia di utenti ogni settimana in cinque città statunitensi, è chiaro: il viaggio è appena cominciato.
Sicurezza prima di tutto: ci si può fidare di Waymo?In Waymo, la sicurezza non è solo una funzionalità — è la base. Il Waymo Driver non si stanca mai, non si distrae e non corre rischi inutili, e i numeri lo dimostrano: secondo Swiss Re (uno dei principali riassicuratori al mondo), è associato a un calo del 92% delle richieste di risarcimento per lesioni fisiche e dell’88% di quelle per danni materiali su 25 milioni di miglia percorse. Progettato per rispettare i limiti di velocità, incentivare l’uso delle cinture e restare vigile 24/7, sta già rendendo le strade più sicure nelle città in cui opera. Supportata da miliardi di miglia di simulazioni e da un impegno verso Vision Zero, Waymo sta dimostrando che la tecnologia autonoma può fare più che guidare — può salvare vite.Cosa permette a Waymo di vedere, pensare e muoversi?La tecnologia di Waymo punta a dare alle persone la libertà di andare dove vogliono, quando vogliono — in modo sicuro e con fiducia. Prima che il Waymo Driver arrivi sulle strade di una nuova città, mappa meticolosamente ogni corsia, segnale di stop, marciapiede e attraversamento pedonale con un livello di dettaglio incredibile. Invece di affidarsi solo al GPS (che può perdere il segnale), combina queste mappe personalizzate con i dati dei sensori in tempo reale e un’IA avanzata, così da sapere sempre con precisione dove si trova. Dotato di Lidar (Light Detection and Ranging), che “disegna” una scena in 3D, 29 telecamere con visione a 360° e un radar che vede attraverso pioggia e nebbia, il Waymo Driver tiene sotto controllo tutto — dai pedoni ai semafori, fino alle zone di lavori in corso — di giorno e di notte.Tutta questa mole di informazioni confluisce in un computer di bordo che è, di fatto, il cervello dell’operazione. Identifica gli oggetti all’istante, ne prevede i movimenti successivi sulla base di milioni di miglia reali e simulate e pianifica il percorso più sicuro con sterzo, velocità e cambi di corsia calibrati al millimetro. E la sicurezza non è certo un dettaglio aggiunto dopo: Waymo supporta la propria tecnologia con backup multipli per sterzo, frenata, alimentazione e prevenzione delle collisioni, oltre a test rigorosi e a una stretta conformità normativa. È una tecnologia di cui ci si può fidare, con la sicurezza integrata in ogni miglio.
Oltre l’assistenza: la differenza WaymoIl Waymo Driver è quello vero — completamente autonomo dall’inizio alla fine, e permette ai passeggeri di rilassarsi sul sedile posteriore mentre gestisce con sicurezza tutto il viaggio. Non serve alcuna abilità di guida.Nel frattempo, molte aziende promuovono funzioni “self-driving” che in realtà sono sistemi di assistenza alla guida: questo significa che un essere umano deve restare vigile e pronto a riprendere il controllo quando il sistema incontra una difficoltà. Con Waymo non si parla solo di assistenza — è una guida davvero hands-free e worry-free, dall’inizio alla fine.
Curve strette e grandi domande:Man mano che i veicoli autonomi si avvicinano al mainstream, devono affrontare più di semplici sfide tecniche. Costruire la fiducia del pubblico, gestire il cambiamento psicologico del “lasciar andare” e adattarsi a contesti urbani molto diversi restano ostacoli importanti.In Paesi come l’Italia e l’India — dove strade in ciottoli, corsie strette e architetture storiche protette scandiscono il ritmo della vita cittadina — l’integrazione richiede più di un software intelligente. Serve consapevolezza culturale, sensibilità urbana e una progettazione piena di sfumature.Eppure la promessa è enorme: strade più sicure, meno congestione e una mobilità più inclusiva. La vera domanda è: l’autonomia può adattarsi alle nostre città senza chiedere che siano loro ad adattarsi a lei?
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