DD: MGB GT

MODELLO: MGB GTANNO: 1971COLORE: BRITISH RACING GREEN
Ricevo una foto su whatsapp.La apro: è una bellissima Gt della MG, un’auto che ha fatto sognare in tantissimi, soprattutto gli americani, una delle auto inglesi sportive più vendute di tutti i tempi, chiaramente derivata dalla versione aperta ma abilmente ridisegnata da Pininfarina. Il risultato è un mix impareggiabile tra eleganza formale, sportività e un’estetica da auto pratica. The real Italian (design) Job!Ma torniamo alla richiesta del cliente!Mi racconta che l’auto è in famiglia da 39 anni, è stata riverniciata nel 1990, ma gli interni sono illibati. Infatti non è mai stata ritappezzata, trovo tutto egregiamente conservato, anche a livello di polvere e macchie sedimentate!La richiesta pare chiara. “Marcello puoi dai una rinfrescata? La risposta è altrettanto decisa: “Of course, I can!”Amo trattare auto conservate che non hanno subito pasticci, tipo riverniciature sommarie o lavori di tappezzeria con cuciture sbilenche. È una grande occasione per entrare a contatto con la storia e…con l’originalità! Chi dice che la macchina del tempo non esiste si sbaglia di grosso!
Quindi ci siamo, l’appuntamento è fissato. L’auto arriva in una giornata di nebbia impenetrabile, i fari alogeni in lontananza sembrano le torce di un esploratore nella brughiera di via Gallarate, il rombetto sportivo la anticipa.Che charme, all’improvviso mi sento catapultato sul set di “The Crown” durante la scena di una battuta di caccia tra snob.La faccio accomodare al caldo, nel porto sicuro di Haute Detailing, e inizio la mia ispezione.La carrozzeria nonostante le riverniciature degli anni ’90, denuncia tutta la sua età e la sua austerità a livello di costruzione. “Sorry, we are English!”La missione di questo Detailing è ripristinare l’interno e togliere alcune macchie sulla carrozzeria.
Giorno 1Posizionata l’auto, apro gli sportelli, mi siedo al posto del conducente e inizio un’ ispezione con luce a led, l’auto è molto vissuta ma molto affascinante , ha un sapore vintage che solo le inglesi possono avere.È un trionfo di pelle in tutto l’abitacolo, dai sedili all’ebanistica (pannelli e parte della plancia)Macchie di tutti i generi, da grasso a fango, un vero e proprio campionario di vita e bei viaggi, I lllove it!La soluzione non è immediata, devo riflettere, intanto continuo l’ispezione delle altre parti. La moquette attira la mia attenzione: puntato il led sotto i sedili, gli anni si vedono e si sentono anche col naso. Bene, inizierò da lei. Alzo i sedili, via i tappeti e inizio l’aspirazione: soffiatore per liberare la plancia da detriti e polvere, compressore per le parti basse, sedili, vano pedali, bagagliaio; tutto viene aspirate più volte, il lavoro durerà complessivamente quasi tre ore, un record assoluto!A fine il lavoro l’auto comincia a cambiare il suo odore.Ora tocca ai tappeti e alla moquette interna: veloce aspirata e attacco subito l’estrattore, che spruzza acqua tiepida e subito la riassorbe portando via lo sporco.Gli ingredienti sono acqua tiepida e nessun detergente, data l’età della moquette e il vago colore verde sbiadito ho paura che un tensioattivo chimico sia troppo aggressivo e sbiadisca ulteriormente la tappezzeria. Quindi metto nell’acqua solo un po’di fiele di bue, un ottimo smacchiatore naturale.Anche il lavaggio porta via più di tre ore e la giornata è praticamente finita, rimetto a posto gli attrezzi e lascio aperte le porte dell’auto per far asciugare bene la moquette.
Giorno 2È mattino presto, bevo il caffè e controllo la moquette, è perfettamente asciugata grazie alla ventilazione ad aria dello studio: prendo una spazzola giapponese e la pettino nel suo verso, bella e impeccabile!Ora è il momento della pelle, la analizzo con una grossa lente e noto subito una certa di lucidità dei sedili, che è tipica delle vecchie pelli soprattutto se sono state trattate involontariamente con dei pulitori siliconici o a base di paraffina (la famosa crema Nivea, deleteria). Un altro problema rilevato è quello delle macchie diffuse in tutta il tunnel e il bracciolo e pannelli.Purtroppo la classica pulizia a pennello e schiumogeno naturale risulta poco efficace. Non mi arrendo, provo allora a tamponare prima dell’insaponatura con una microfibra umida e calda ogni macchia prima di applicare il detergente. Sembra funzionare, ma purtroppo questo metodo è molto time consuming.Il resto della giornata è dedicato al vero e proprio Detailing,Ovvero la minuziosa pulizia di ogni piccolo componente, dalle bocchette dell’aria a vari pulsanti e leve.Sono le 21.00, è ora di staccare.
Giorno 3L’interno è stato riportato ad un livello estetico di assoluta bellezza, ora è tempo di dedicarsi all’esterno: la richiesta del cliente non è la classica lucidatura, ma semplicemente un intervento topico per togliere le macchie diffuse sul cofano.Lavo l’auto con un detergente enzimatico e due grosse microfibre super assorbenti, nel fare il lavoro mi accorgo che la verniciatura rifatta negli anni ‘90 presenta qualche crepa, soprattutto nelle parti laterali della carrozzeria e sotto le portiere dove inizia a fiorire la ruggine. La cautela è d’obbligo. Le auto di una certa età sono creature fragili, non dovrebbero mai essere messe sotto le spazzole, nè tantomeno essere lavate con idropulitrice (solo a pensarlo mi corre un brivido lungo la schiena).Spatolo i giroporta e paraurti cromati e metto l’auto in camera di lucidatura. Vedo subito che è uno smalto diretto. Una vernice cosi fragile spesso fa a pugni con le lucidatrici pesanti e molto vibranti, quindi scelgo di togliere le macchie con una lucidatrice più piccola.Bene, lucidatura e smacchiatura effettuata, passo una leggera inceratura con cera liquida et voilà!Concludo con i vetri, che pulisco rigorosamente con un prodotto privo di ammoniaca e varie microfibre dedicate, una lucidatura veloce alle cromature più in evidenza e l’auto è pronta .Faccio qualche passo indietro per osservare l’insieme del lavoro fatto, l’auto appare curata e più lucida ma non un lucido chimico o americaneggiante fatto di siliconi violenti e nerogomme lucidi come pece. Qui non c’e spazio per cere all’odore di amarena, questo è un English Detailing che sa di Barbour e caccia alla volpe, fatto di prudenza, tradizione e tanta tanta manualità, quindi God save the MG!That’s all Folks!XOXO Marci
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