Quando un marchio faceva auto per chi capiva, non per chi seguiva la modaDiciamolo subito: Lancia è sempre stata diversa. Non migliore di tutti, non peggiore. Diversa. E questa diversità le è costata cara. Perché mentre altri marchi imparavano a ripetere la stessa ricetta vincente, Lancia continuava a sperimentare, a cambiare idea, a fare auto che oggi chiameremmo “di nicchia”, ma che allora erano semplicemente… Lancia.
Hyena Zagato: la Delta che non doveva esistere (e per questo è leggendaria)
La Lancia Hyena è una di quelle auto che sembrano inventate da un appassionato. E invece no: esiste davvero. È una Delta Integrale trasformata da Zagato in un coupé leggero, filante, quasi cattivo.
Prodotta all’inizio degli anni Novanta in pochissimi esemplari (circa 24), non è mai stata un modello ufficiale Lancia. Ed è proprio questo il punto. La Hyena dimostra che la base tecnica della Delta Integrale era ancora viva, pronta a essere reinterpretata in chiave più pura, più esclusiva, più radicale.
Non è solo rara. È significativa. Perché racconta ciò che Lancia avrebbe potuto essere se avesse avuto più libertà industriale e meno paura di disturbare gli equilibri.
ECV ed ECV2: la Lancia del futuro… negli anni Ottanta
Prima che il Gruppo B venisse cancellato, Lancia stava già guardando oltre. I prototipi ECV ed ECV2 non erano show car da salone, ma laboratori su ruote: materiali compositi, aerodinamica estrema, soluzioni tecniche pensate per il dopo.L’ECV2, in particolare, ancora oggi sembra un’auto progettata fuori dal suo tempo. La cancellazione del Gruppo B non ha solo fermato una categoria. Ha interrotto un percorso di ricerca in cui Lancia era tra i costruttori più avanzati d’Europa.
Qui non c’è nostalgia. C’è un dato storico: Lancia aveva già fatto il salto, prima che qualcuno decidesse di spegnere la luce.
Ci sono auto che non hanno mai corso. Eppure raccontano più futuro di molte che hanno vinto.
Trevi Bimotore: quando l’ingegneria si prendeva sul serio
Due motori. Uno davanti, uno dietro. La Beta Trevi Bimotore non nasce per piacere, né per essere venduta. Nasce per capire. È un prototipo reale, sviluppato per studiare soluzioni di trazione integrale e distribuzione delle masse.
Era brutta? Sì.
Era inutile? No.
Era pura ingegneria Lancia: sperimentare senza preoccuparsi del marketing. Oggi sembra follia. Allora era metodo.
Non serviva per essere venduta, ma ad imparare.
Thesis Limousine: il lusso che non urlava
La Lancia Thesis (2002–2009) è già un’auto fuori dal tempo al momento del debutto. La versione Limousine lo è ancora di più. Lusso silenzioso, materiali veri, comfort assoluto.In totale, la Thesis viene prodotta in numeri limitati (circa 16.000 esemplari). Un fallimento commerciale? Sì. Un fallimento culturale? No.
Niente aggressività, niente cromature eccessive. Solo comfort, silenzio, materiali veri. Un’auto pensata per essere vissuta, non fotografata (difatti Instagram non esisteva ancora). In un mondo che iniziava a volere solo status symbol riconoscibili, la Thesis era troppo elegante per sfondare.
Era un’ammiraglia che non voleva intimidire, ma accogliere.
Flavia 2014: l’ultima illusione
La Flavia del 2014 è una delle Lancia più discusse. Americana nell’anima, europea nel nome, rappresenta un tentativo – documentato e comprensibile – di tenere in vita una tradizione in un contesto ormai ostile.
Non è una Lancia classica. Ma è una Lancia vera per il periodo in cui nasce. Criticarla è facile. Capirla è più onesto.
Perché le Lancia dimenticate sono le più interessanti
Le Lancia più iconiche spesso non sono quelle più famose. Sono quelle che hanno osato, che hanno provato strade diverse, che non hanno seguito le mode.
Dalla Hyena ai prototipi ECV fino alla Thesis, tutte queste auto hanno una cosa in comune: non cercavano di piacere a tutti. Cercavano di dire qualcosa.
E forse è proprio per questo che, anni dopo, continuano a far parlare di sé, mentre tante auto “di successo” sono già state dimenticate.
Le Lancia più iconiche spesso non sono quelle più famose. Sono quelle che hanno osato, che hanno provato strade diverse, che non hanno seguito le mode.
Dalla Hyena ai prototipi ECV fino alla Thesis, tutte queste auto hanno una cosa in comune: non cercavano di piacere a tutti. Cercavano di dire qualcosa.
E forse è proprio per questo che, anni dopo, continuano a far parlare di sé, mentre tante auto “di successo” sono già state dimenticate.













